FERMIAMO IL TTIP!

stopttip7maggio_LBC_3Il TTIP e il CETA sono due cruciali accordi economici che l’Unione Europea ha intenzione di sottoscrivere con gli Stati uniti e il Canada. E rappresentano una seria minaccia alla democrazia, all’ambiente, ai consumatori e ai diritti dei lavoratori ( https://stop-ttip.org/it/qual-e-il-problema/ )

Ma possiamo fermarla!

SCRIVI AL TUO SINDACO

Grazie alla piattaforma “progressi.org”, è possibile richiedere ai sindaci del territorio, al presidente della Regione e ai nostri parlamentari che prendano una posizione di netto contrasto.

Anche “Lecce Bene Comune” vuole che l’adesione italiana all’accordo che USA e Europa stanno stringendo in segreto venga discussa in ogni consiglio comunale del territorio. E che ogni Comune esprima la propria preoccupazione e opposizione al trattato, come molte città europee e qualche città in Italia hanno già fatto.

Vi invitiamo perciò a raggiungere il sito http://www.progressi.org/fuorittip e – aderendo alla Campagna “Stop TTIP Italia” – sottoscrivere la petizione proposta, per chiedere ai rappresentanti eletti ai vari livelli istituzionali di deliberare o agire in opposizione al TTIP.

Le adesioni raccolte saranno smistate e consegnate ai sindaci del Comune di rispettiva appartenenza, al presidente della Regione, ai parlamentari nazionali ed europei del territorio in base al CAP indicato nella compilazione del form.

Proviamo anche da Lecce e dai suoi luoghi istituzionali a dire NO al TTIP!

Fuori il TTIP dalla mia città:
http://stop-ttip-italia.net/2016/02/24/fuori-il-ttip-dalla-mia-citta-scrivi-al-tuo-sindaco/

MANIFESTA A ROMA

Sabato 07 Maggio 2016 | dalle 14:00 alle 19:00
Manifestazione nazionale | concentramento: piazza della Repubblica.

Un pullman, messo a disposizione dalla CGIL, partirà dalla sede del sindacato (via Merine 33, LECCE) alle ore 00:00 di sabato 07 maggio.

Non sono previsti costi per i partecipanti.

Info e prenotazioni:
Monica Accogli | tel. 347 049 89 02

APPROFONDISCI

https://stop-ttip.org/it/?noredirect=it_IT
https://stop-ttip-italia.net/
http://www.progressi.org/stopttip7maggio

I nuovi testi del negoziato transatlantico, desecretati da Greenpeace, qui:
https://stop-ttip-italia.net/2016/05/02/ttip-papers-stop-ttip-italia-fermiamoli-subito/

1° maggio | festa del Lavoro

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C’è una costituzione materiale che preme. E chiede pericolosamente di avere veste formale.

Un tempo, la Costituzione italiana riusciva a varcare i cancelli delle fabbriche per difendere la dignità dei lavoratori e riequilibrare i rapporti di forza tra capitale e lavoro.

Da allora, una spinta opposta ha lavorato nel tempo per frantumare il mondo del lavoro e realizzare un ambiente del tutto asservito alla libertà di movimento del capitale.

Dopo aver spogliato il lavoro di ogni sua protezione, questa spinta chiede oggi di farsi sistema attraverso la veste di una Costituzione deformata a beneficio degli interessi del capitale e a danno dei lavoratori e della democrazia.

Restituire giustizia al lavoro sarà molto difficile se lasceremo passare le leggi di riforma costituzionale ed elettorale del Governo Renzi.

Da questo 1° maggio perciò, ogni energia andrà spesa in difesa della Costituzione italiana e per l’abrogazione dell’Italicum, per difendere, in definitiva, democrazia e lavoro dall’attacco finale che il capitale gli muove.

25 aprile | festa di Liberazione

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UNIVERSITA’ DI STRADA | 3° modulo (Noi e la Resistenza)

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Torniamo in pista il 23 aprile, sabato, due giorni prima delle celebrazioni del 25 aprile.

Parleremo di Resistenza. Lo faremo in una chiave principalmente culturale, per enfatizzare i legami collettivi che ancora oggi tengono insieme il nostro desiderio di libertà e di giustizia sociale con la lotta partigiana.

Questo il programma del terzo modulo dell’“Università di strada”:


Aula 1 (Libreria Adriatica) | ore 18.00 > 19:30
“SUD E RESISTENZA. (RI)COSTRUZIONE DI UN IMMAGINARIO. TRACCE E FORME DELLA LOTTA PARTIGIANA SALENTINA”
di Matteo Greco (semiologo)

Com’è percepita oggi la festa del 25 Aprile dalle giovani generazioni? Quanto è sentita vicina (o lontana) tale ricorrenza? Che tipo di immaginario si porta dietro nelle sensibilità dei ragazzi nati a cavallo degli anni 2000?
Le lezione partirà da un’indagine etnografica svolta fra gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori salentine e mirerà a descrivere il percepito attuale della Festa della Liberazione, individuando i significati e le connotazioni cognitive ed emotive che tale ricorrenza riesce propone oggigiorno. In particolare ci si soffermerà sul legame tra Resistenza e Meridione, un binomio spesso pensato come labile e poco evocativo, ma che recenti studi hanno riproposto in tutta la sua valenza, fatta di numeri, nomi e cognomi, storie di un Sud che ha saputo essere protagonista in un momento cruciale per il destino del Paese.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 19.45 > 21:15
“LA MUSICA E LA LOTTA COLLETTIVA: DAL CANTO PARTIGIANO ALLA CANZONE DI PROTESTA”
di Massimo Melillo (giornalista)

Non c’è solo “Bella ciao”, tra le canzoni italiane più conosciute ed eseguite nel mondo, a segnare l’esaltante stagione della Resistenza armata al nazifascismo. Quello dei canti di protesta e di lotta è stato un forte elemento di identità, di comunanza di idee e di condivisione politica che ha tenuto uniti uomini e donne per conquistare migliori condizioni di vita e di lavoro in una società più giusta e più libera. Durante l’incontro si parlerà di musica popolare attraverso un breve ma suggestivo percorso sonoro, che a partire dall’ascolto di brani della tradizione partigiana ed alle sue attuali riproposte arriverà sino alle più recenti canzoni di protesta.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 21.30 > 23:00
“CINEMA RESISTENTE”
di Luca Bandirali (docente UniSalento)

La prospettiva storica ci consente di collocare il dispositivo cinematografico nell’ambito di una saldatura fra sistema industriale e istituzioni in virtù della quale negli anni della dittatura fascista si fondano Cinecittà, il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Mostra del Cinema di Venezia; negli anni della guerra, la produzione si orienta sulla propaganda bellica fino al 1943, per poi scindersi in due poli: le strutture produttive vengono in parte trasferite a Venezia dopo l’8 settembre, dando vita alla breve esperienza del cinema repubblichino; a Roma si riprende il lavoro soltanto dopo la liberazione. Il cinema italiano dell’immediato dopoguerra è caratterizzato dall’intensa fioritura del Neorealismo: i film di Rossellini, Zavattini-De Sica, Visconti e De Santis rivoluzionano il linguaggio audiovisivo creando un nuovo tipo sguardo sul mondo.
Il capolavoro del Neorealismo è “Roma città aperta” di Rossellini, che ci porta dentro il gruppo di opere che hanno raccontato nel tempo le storie della Resistenza: vi si possono aggiungere “Paisà” dello stesso Rossellini, “Un giorno nella vita” di Blasetti, “Il sole sorge ancora” di Vergano e altri, fino a “La notte di San Lorenzo” dei Taviani. Diverso è il caso del cinema sulla Resistenza basato sulla mediazione letteraria: tutti i maggiori romanzi sulla Resistenza, da “L’Agnese va a morire” a “Il partigiano Johnny”, hanno avuto un adattamento cinematografico, e su questo gruppo di opere va fatto un discorso differente perché non si possono pensare senza convocare il testo letterario. Ancora differente il panorama documentario, che compone un tesoro per lo più sommerso di testimonianze dirette e indirette.
Un’antologia di sequenze del cinema della Resistenza italiana chiuderà la dissertazione

Vi aspettiamo!

CON IL “PROGETTO LIBERA”

 

Ci risiamo!

Un progetto importante – “Libera/Percorsi integrati per l’individuazione e l’accoglienza di persone ridotte o mantenute in schiavitù e in servitù” – rischia nuovamente di terminare.

Da 16 anni contrasta le organizzazioni criminali dedite alla tratta e alla riduzione in schiavitù di esseri umani, offrendo sul territorio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto un sistema protetto di accoglienza e tutela delle vittime.

Alle donne e agli uomini migranti trafficati e variamente sfruttati, che hanno avuto la forza di denunciare le organizzazioni criminali, offre sostegno concreto per spezzare le catene dello sfruttamento e riorganizzare le proprie vite.

Ma lo smantellamento dello Stato ostinatamente perseguito dalle destre ai diversi livelli di governo consegna il progetto e i suoi beneficiari all’abbandono e mette in mobilità coatta le operatrici del progetto stesso.
Nell’indifferenza dell’ente titolare del progetto, la Provincia di Lecce, e della Regione Puglia cui dalla riforma Delrio in avanti è affidata ogni funzione in materia.

Lecce Bene Comune, esprimendo preoccupazione per le sorti delle persone oggetto di protezione e tutela sociale nonché per le operatrici del “Progetto Libera”, chiede con forza al Presidente della Regione, Michele Emiliano, di avvalersi delle prerogative dell’Ente e di assumere la responsabilità di individuare soluzioni immediate e adeguate perché il sistema messo in piedi in questi anni non debba andare irrimediabilmente disperso.

E invita la cittadinanza e la società civile organizzata a esprimere sostegno al “Progetto Libera” sottoscrivendo la petizione lanciata in queste ore dalle operatrici del progetto stesso, dal sito:

https://www.change.org/p/michele-emiliano-salviamo-il-progetto-libera?recruiter=46244768&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=des-lg-no_src-reason_msg&fb_ref=Default

LECCE BENE COMUNE