CON IL CSOA “TERRA ROSSA”

 

La politica sa essere miope.
E lo sgombero del CSOA “Terra rossa” oggi ne ha dato prova evidente.

Con l’occupazione del 12 marzo scorso, un gruppo di persone aveva liberato lo spazio abbandonato e incustodito di un ex asilo nido per farne uno spazio sociale. Tanto abbandonato e incustodito che, nottetempo e con disagio per il vicinato, al suo interno poteva accadere di tutto.

E, in una città in cui gli spazi pubblici non mancano ma non si capisce mai come vengano assegnati o perché, per accedervi, occorra superare una prova ad ostacoli, quel gruppo ha prodotto un gesto importante e concreto, restituendo alla città uno spazio inutilizzato.

La varietà delle attività proposte e il grande riscontro avuto nel quartiere e in città hanno dato contemporaneamente prova di una grande accessibilità di gestione nonché di uno stato importante di necessità nel quale ancora versa la domanda di spazio pubblico qualificato a Lecce.

Ma la reazione, per nulla illuminata, dell’establishment cittadino non si è fatta attendere.
Anziché ragionare sull’insufficienza delle risposte della città ai crescenti bisogni sociali e alla necessità di forme innovative di impiego e gestione dei beni pubblici abbandonati e non, Palazzo Carafa ha gridato alla «illegalità» e preteso con solerzia lo sgombero dell’immobile.

Così, dei tanti modi che aveva a disposizione per affrontare una questione, il Comune di Lecce ha saputo scegliere il peggiore, impugnando la norma come pura espressione di forza e soffocando quanto il “Terra rossa” aveva cominciato a rappresentare e realizzare.

Come realtà politica presente in città, “Lecce Bene Comune” esprimeva già in origine una valutazione negativa delle politiche di gestione dello spazio pubblico presente in città.
A maggior ragione oggi, esprime contrarietà per una scelta – quella dello sgombero – che, mancando un’occasione di riconoscimento di spessore alla giovane esperienza del “Terra rossa”, manca soprattutto un’occasione di riflessione sull’insufficienza di risposta ai bisogni sociali della città.

Altre sarebbero potute essere le possibilità di trattamento della questione particolare intanto.

Basti pensare all’esempio che ci viene dalla non lontana Napoli, dove l’ex-asilo Filangeri, abbandonato da anni e occupato da un collettivo di lavoratori dell’arte e della cultura ha ottenuto dal Comune il riconoscimento di un intento sociale e dunque l’affidamento in uso dell’immobile con deliberato atto formale (Delibera di Giunta n. 893 del 27/12/2015).

Altre devono essere ora le risposte da dare ai problemi di accesso agli spazi sociali e, più in generale, allo spazio pubblico della città che restano, intatti, sul tappeto perché non si debba continuare a parlare di mancanza di trasparenza o inadempienze della pubblica amministrazione locale.

Al “Terra rossa” invece, insieme a tutto l’apprezzamento di “Lecce Bene Comune” per quanto ha saputo esprimere e realizzare finora in città in questi due mesi di attività, va tutta la solidarietà del caso e il sostegno dell’associazione per qualunque percorso voglia intraprendere affinché quello spazio di socializzazione e riflessione continui a vivere.
A partire dalla disponibilità a condividere, nell’immediato e nel tempo a venire, lo spazio sociale di prossima inaugurazione in via Siracusa che abbiamo chiamato “Macelleria Sociale” e abbiamo immaginato proprio come spazio di condivisione con le forze democratiche e antifasciste presenti in città che hanno a cuore il cambiamento, vogliono costruire un nuovo modo di fare politica e collegarlo con le persone in carne e ossa.

L.R.

SOLIDARIETÀ AL CSOA “TERRA ROSSA” SGOMBERATO!

 

La politica sa essere miope.
E lo sgombero del “Terra rossa” ne ha appena dato prova.

Dei tanti modi per affrontare una domanda di socialità, il Comune di Lecce ha saputo scegliere il peggiore, soffocando quanto il “Terra rossa” stava cominciando a realizzare con l’occupazione e autogestione di uno spazio pubblico abbandonato da anni.

Esprimevamo già una valutazione negativa, in generale, delle politiche di gestione dello spazio pubblico presente in città.

A maggior ragione oggi, esprimiamo contrarietà per una scelta – quella dello sgombero – che manca un’occasione di riflessione sull’insufficienza delle risposte della città ai crescenti bisogni sociali. E di riconoscimento di spessore di un’esperienza – quella del “Terra rossa” – cui invece va tutto il nostro apprezzamento per quanto offerto alla città in meno di due mesi di attività.

Eravamo presenti all’assemblea di apertura del centro sociale, abbiamo espresso incoraggiamento per la prospettiva che si apriva e frequentato molte delle iniziative programmate.

Continuiamo ad essere al fianco del “Terra rossa” ora, partecipando al presidio convocato per le 16:30 di oggi in piazza S. Oronzo.

FERMIAMO IL TTIP!

stopttip7maggio_LBC_3Il TTIP e il CETA sono due cruciali accordi economici che l’Unione Europea ha intenzione di sottoscrivere con gli Stati uniti e il Canada. E rappresentano una seria minaccia alla democrazia, all’ambiente, ai consumatori e ai diritti dei lavoratori ( https://stop-ttip.org/it/qual-e-il-problema/ )

Ma possiamo fermarla!

SCRIVI AL TUO SINDACO

Grazie alla piattaforma “progressi.org”, è possibile richiedere ai sindaci del territorio, al presidente della Regione e ai nostri parlamentari che prendano una posizione di netto contrasto.

Anche “Lecce Bene Comune” vuole che l’adesione italiana all’accordo che USA e Europa stanno stringendo in segreto venga discussa in ogni consiglio comunale del territorio. E che ogni Comune esprima la propria preoccupazione e opposizione al trattato, come molte città europee e qualche città in Italia hanno già fatto.

Vi invitiamo perciò a raggiungere il sito http://www.progressi.org/fuorittip e – aderendo alla Campagna “Stop TTIP Italia” – sottoscrivere la petizione proposta, per chiedere ai rappresentanti eletti ai vari livelli istituzionali di deliberare o agire in opposizione al TTIP.

Le adesioni raccolte saranno smistate e consegnate ai sindaci del Comune di rispettiva appartenenza, al presidente della Regione, ai parlamentari nazionali ed europei del territorio in base al CAP indicato nella compilazione del form.

Proviamo anche da Lecce e dai suoi luoghi istituzionali a dire NO al TTIP!

Fuori il TTIP dalla mia città:
http://stop-ttip-italia.net/2016/02/24/fuori-il-ttip-dalla-mia-citta-scrivi-al-tuo-sindaco/

MANIFESTA A ROMA

Sabato 07 Maggio 2016 | dalle 14:00 alle 19:00
Manifestazione nazionale | concentramento: piazza della Repubblica.

Un pullman, messo a disposizione dalla CGIL, partirà dalla sede del sindacato (via Merine 33, LECCE) alle ore 00:00 di sabato 07 maggio.

Non sono previsti costi per i partecipanti.

Info e prenotazioni:
Monica Accogli | tel. 347 049 89 02

APPROFONDISCI

https://stop-ttip.org/it/?noredirect=it_IT
https://stop-ttip-italia.net/
http://www.progressi.org/stopttip7maggio

I nuovi testi del negoziato transatlantico, desecretati da Greenpeace, qui:
https://stop-ttip-italia.net/2016/05/02/ttip-papers-stop-ttip-italia-fermiamoli-subito/

1° maggio | festa del Lavoro

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C’è una costituzione materiale che preme. E chiede pericolosamente di avere veste formale.

Un tempo, la Costituzione italiana riusciva a varcare i cancelli delle fabbriche per difendere la dignità dei lavoratori e riequilibrare i rapporti di forza tra capitale e lavoro.

Da allora, una spinta opposta ha lavorato nel tempo per frantumare il mondo del lavoro e realizzare un ambiente del tutto asservito alla libertà di movimento del capitale.

Dopo aver spogliato il lavoro di ogni sua protezione, questa spinta chiede oggi di farsi sistema attraverso la veste di una Costituzione deformata a beneficio degli interessi del capitale e a danno dei lavoratori e della democrazia.

Restituire giustizia al lavoro sarà molto difficile se lasceremo passare le leggi di riforma costituzionale ed elettorale del Governo Renzi.

Da questo 1° maggio perciò, ogni energia andrà spesa in difesa della Costituzione italiana e per l’abrogazione dell’Italicum, per difendere, in definitiva, democrazia e lavoro dall’attacco finale che il capitale gli muove.

25 aprile | festa di Liberazione

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