Category Archives: “Università di strada”

UNIVERSITÀ DI STRADA

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14/06/2016
BRASILE

Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 18.30
(Google Maps 40.353894, 18.168256)
«CRIMINE E FAVELAS»
di Luigi Spera

Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 19.30
(Google Maps 40.353894, 18.168256)
«COSA SUCCEDE ALLA POLITICA BRASILIANA»
di Maria Eugenia Verdaguer (Università del Salento)

www.facebook.com/events/270829316600900/


18/06/2016
CARMELO BENE

Aula 6 (piazzetta Officine Cantelmo) | ore 19.30
(Google Maps 40.357867, 18.173198)
«LA BIBLIOTECA ‘IMPOSSIBILE’ DI CARMELO BENE»
a cura di Simone Giorgino e Simone Franco

www.facebook.com/events/293265127683673/


#LecceBeneComune #UniversitàDiStrada #Lecce

UNIVERSITÀ DI STRADA | 4° modulo (Diritti e lavoro)

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Venerdì 20 maggio 2016
Lecce


 

Aula 4 (Fondo Verri) | ore 17:30 > 19:00
Via S. Maria del paradiso, 8
(Google Maps 40.351383, 18.165576)
«20 MAGGIO 1970 – 20 MAGGIO 2016: COME CAMBIANO I DIRITTI DEI LAVORATORI»
Incontro/lezione con il giuslavorista Marco Barbieri (Università di Foggia).

 

Esattamente 46 anni fa, il 20 maggio 1970, fu approvato lo Statuto dei lavoratori. Cosa resta oggi, dopo 20 anni di riforme culminate nel Jobs Act renziano, di quella legge che portava la Costituzione nelle fabbriche?

Ne parliamo con il prof. Marco Barbieri, ordinario di Diritto del Lavoro nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Foggia, componente del Comitato Direttivo della “Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza Sociale“, del Comitato Scientifico di “RU – Risorse Umane nella P.A.” e corrispondente territoriale de “Il Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni“.

Suoi principali interessi di ricerca: la contrattazione collettiva, nei settori pubblico e privato; il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni; il lavoro sommerso; gli ammortizzatori sociali; la storia del Diritto del Lavoro; le forme processuali di tutela del lavoro e l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali in materia.

Marco Barbieri è stato Assessore regionale al Lavoro, Cooperazione e Formazione Professionale nella prima Giunta Vendola, dal 6 maggio 2005 al 6 luglio 2009. A lui si deve la Legge regionale n. 28/2006 sull’emersione del lavoro irregolare che è valsa alla Regione Puglia il premio “European regional champions award 2008”, quale riconoscimento alla Puglia per aver promulgato e messo in campo una normativa risultata la migliore prassi europea nel campo del lavoro.


 

Aula 5 (libreria Fahrenheit) | ore 19:30 > 21:00
Via don Bosco, 26/b
(Google Maps 40.347214, 18.165222)
«DUE GIORNI, UNA NOTTE» (Deux jours, une nuit) di Jean-Pierre e Luc Dardenne (2014, 95 min)
Incontro/proiezione a cura di Luca Bandirali (Università del Salento).

 

Dopo un periodo di assenza per depressione, Sandra (Marion Cotillard) torna in fabbrica ma il suo datore di lavoro è intenzionato a licenziarla. La decisione finale spetta agli altri operai, chiamati a scegliere fra il ritorno di Sara e un premio di produzione individuale da mille euro. La votazione, indetta di venerdì, è fissata per il lunedì successivo. Sandra ha di fronte a sé il sabato e la domenica per provare a convincere i suoi colleghi.

Il cinema dei Dardenne (due palme d’oro a Cannes per “Rosetta” e “L’enfant“) ha sempre affrontato le tematiche del lavoro, del suo senso più nobile e utile alla società (come ne “Il figlio“), ma anche dello stato di precarietà esistenziale connesso alle condizioni di incertezza del lavoratore e del cittadino contemporaneo.

Due giorni, una notte” è un racconto semplice e onesto, eppure nasce da una maestria visiva, di messa in scena, che si mette al servizio di una storia esemplare e di un’attrice straordinaria: ne viene fuori un magnifico film rosselliniano.

Il film verrà proiettato nella versione originale francese sottotitolata in italiano e verrà introdotto dal prof. Luca Bandirali, docente a contratto di Cinema, Fotografia, Televisione presso il corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Unisalento, e docente a contratto di Animazione Teatrale e Musicale presso il corso di laurea magistrale in Progettazione e Gestione dei Processi Formativi di Unisalento.

Bandirali è inoltre autore e conduttore della trasmissione “Hollywood Party” di Rai Radio 3 e ha collaborato alla scrittura di testi teatrali per Sabina Guzzanti e Pierfrancesco Loche.

È redattore della rivista di studi cinematografici “Segnocinema“.

UNIVERSITA’ DI STRADA

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Mercoledì 18 maggio 2016 | ore 19:00
Libreria Adriatica
p.tta arco di trionfo 7 – Lecce
(Google Maps 40.356335, 18.168630)

«CORTO MALTESE E LA POETICA DELLO STRANIERO».
L’Atelier carismatico di Hugo Pratt.
di Stefano Cristante.

Dialogheranno con l’autore Luca Bandirali e Francesco Carlà.



Corto Maltese nasce nel 1967 dalla matita del grande disegnatore veneziano Hugo Pratt.

A quasi cinquant’anni di distanza, Corto è diventato non solo un personaggio cult della migliore graphic novel europea, ma anche un vero e proprio mito letterario del ’900, un antieroe che alla ricchezza preferisce libertà e fantasia.

Stefano Cristante, in questo libro, oltre a rivivere i viaggi e le avventure del marinaio più ironico di tutti i tempi, si concentra su uno degli aspetti che rendono il suo personaggio quanto mai attuale: Corto Maltese è uno “straniero”, un apolide in perenne erranza.

Non a caso, la sua figura unisce aspetto e carattere mediterraneo a una cultura anglosassone. Cristante, avvalendosi di un proficuo confronto con i principali sociologi del Novecento che hanno analizzato la figura dello “straniero” (Sombart, Weber, Simmel, Park), mostra come la forza innovativa di Hugo Pratt consista proprio nella scelta di mettere in primo piano personaggi anomali e irregolari, solitamente relegati tra i “cattivi” delle storie a fumetti.

Stefano Cristante (Venezia, 1961) insegna Sociologia della comunicazione presso i corsi di laurea in Scienze della comunicazione e in Scienze filosofiche dell’Università del Salento. Tra le sue pubblicazioni recenti: Comunicazione (è) politica (2009), Prima dei mass media (2011), La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo (con Valentina Cremonesini, 2015). È direttore della rivista internazionale “H-ermes, Journal of Communication”.

UNIVERSITA’ DI STRADA | 3° modulo (Noi e la Resistenza)

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Torniamo in pista il 23 aprile, sabato, due giorni prima delle celebrazioni del 25 aprile.

Parleremo di Resistenza. Lo faremo in una chiave principalmente culturale, per enfatizzare i legami collettivi che ancora oggi tengono insieme il nostro desiderio di libertà e di giustizia sociale con la lotta partigiana.

Questo il programma del terzo modulo dell’“Università di strada”:


Aula 1 (Libreria Adriatica) | ore 18.00 > 19:30
“SUD E RESISTENZA. (RI)COSTRUZIONE DI UN IMMAGINARIO. TRACCE E FORME DELLA LOTTA PARTIGIANA SALENTINA”
di Matteo Greco (semiologo)

Com’è percepita oggi la festa del 25 Aprile dalle giovani generazioni? Quanto è sentita vicina (o lontana) tale ricorrenza? Che tipo di immaginario si porta dietro nelle sensibilità dei ragazzi nati a cavallo degli anni 2000?
Le lezione partirà da un’indagine etnografica svolta fra gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori salentine e mirerà a descrivere il percepito attuale della Festa della Liberazione, individuando i significati e le connotazioni cognitive ed emotive che tale ricorrenza riesce propone oggigiorno. In particolare ci si soffermerà sul legame tra Resistenza e Meridione, un binomio spesso pensato come labile e poco evocativo, ma che recenti studi hanno riproposto in tutta la sua valenza, fatta di numeri, nomi e cognomi, storie di un Sud che ha saputo essere protagonista in un momento cruciale per il destino del Paese.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 19.45 > 21:15
“LA MUSICA E LA LOTTA COLLETTIVA: DAL CANTO PARTIGIANO ALLA CANZONE DI PROTESTA”
di Massimo Melillo (giornalista)

Non c’è solo “Bella ciao”, tra le canzoni italiane più conosciute ed eseguite nel mondo, a segnare l’esaltante stagione della Resistenza armata al nazifascismo. Quello dei canti di protesta e di lotta è stato un forte elemento di identità, di comunanza di idee e di condivisione politica che ha tenuto uniti uomini e donne per conquistare migliori condizioni di vita e di lavoro in una società più giusta e più libera. Durante l’incontro si parlerà di musica popolare attraverso un breve ma suggestivo percorso sonoro, che a partire dall’ascolto di brani della tradizione partigiana ed alle sue attuali riproposte arriverà sino alle più recenti canzoni di protesta.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 21.30 > 23:00
“CINEMA RESISTENTE”
di Luca Bandirali (docente UniSalento)

La prospettiva storica ci consente di collocare il dispositivo cinematografico nell’ambito di una saldatura fra sistema industriale e istituzioni in virtù della quale negli anni della dittatura fascista si fondano Cinecittà, il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Mostra del Cinema di Venezia; negli anni della guerra, la produzione si orienta sulla propaganda bellica fino al 1943, per poi scindersi in due poli: le strutture produttive vengono in parte trasferite a Venezia dopo l’8 settembre, dando vita alla breve esperienza del cinema repubblichino; a Roma si riprende il lavoro soltanto dopo la liberazione. Il cinema italiano dell’immediato dopoguerra è caratterizzato dall’intensa fioritura del Neorealismo: i film di Rossellini, Zavattini-De Sica, Visconti e De Santis rivoluzionano il linguaggio audiovisivo creando un nuovo tipo sguardo sul mondo.
Il capolavoro del Neorealismo è “Roma città aperta” di Rossellini, che ci porta dentro il gruppo di opere che hanno raccontato nel tempo le storie della Resistenza: vi si possono aggiungere “Paisà” dello stesso Rossellini, “Un giorno nella vita” di Blasetti, “Il sole sorge ancora” di Vergano e altri, fino a “La notte di San Lorenzo” dei Taviani. Diverso è il caso del cinema sulla Resistenza basato sulla mediazione letteraria: tutti i maggiori romanzi sulla Resistenza, da “L’Agnese va a morire” a “Il partigiano Johnny”, hanno avuto un adattamento cinematografico, e su questo gruppo di opere va fatto un discorso differente perché non si possono pensare senza convocare il testo letterario. Ancora differente il panorama documentario, che compone un tesoro per lo più sommerso di testimonianze dirette e indirette.
Un’antologia di sequenze del cinema della Resistenza italiana chiuderà la dissertazione

Vi aspettiamo!

UNIVERSITA’ DI STRADA | 3° modulo (Noi e la Resistenza)

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Torniamo in pista il 23 aprile, sabato, due giorni prima delle celebrazioni del 25 aprile.

Parleremo di Resistenza. Lo faremo in una chiave principalmente culturale, per enfatizzare i legami collettivi che ancora oggi tengono insieme il nostro desiderio di libertà e di giustizia sociale con la lotta partigiana.

Questo il programma del terzo modulo dell’“Università di strada”:


Aula 1 (Libreria Adriatica) | ore 18.00 > 19:30
“SUD E RESISTENZA. (RI)COSTRUZIONE DI UN IMMAGINARIO. TRACCE E FORME DELLA LOTTA PARTIGIANA SALENTINA”
di Matteo Greco (semiologo)

Com’è percepita oggi la festa del 25 Aprile dalle giovani generazioni? Quanto è sentita vicina (o lontana) tale ricorrenza? Che tipo di immaginario si porta dietro nelle sensibilità dei ragazzi nati a cavallo degli anni 2000?
Le lezione partirà da un’indagine etnografica svolta fra gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori salentine e mirerà a descrivere il percepito attuale della Festa della Liberazione, individuando i significati e le connotazioni cognitive ed emotive che tale ricorrenza riesce propone oggigiorno. In particolare ci si soffermerà sul legame tra Resistenza e Meridione, un binomio spesso pensato come labile e poco evocativo, ma che recenti studi hanno riproposto in tutta la sua valenza, fatta di numeri, nomi e cognomi, storie di un Sud che ha saputo essere protagonista in un momento cruciale per il destino del Paese.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 19.45 > 21:15
“LA MUSICA E LA LOTTA COLLETTIVA: DAL CANTO PARTIGIANO ALLA CANZONE DI PROTESTA”
di Massimo Melillo (giornalista)

Non c’è solo “Bella ciao”, tra le canzoni italiane più conosciute ed eseguite nel mondo, a segnare l’esaltante stagione della Resistenza armata al nazifascismo. Quello dei canti di protesta e di lotta è stato un forte elemento di identità, di comunanza di idee e di condivisione politica che ha tenuto uniti uomini e donne per conquistare migliori condizioni di vita e di lavoro in una società più giusta e più libera. Durante l’incontro si parlerà di musica popolare attraverso un breve ma suggestivo percorso sonoro, che a partire dall’ascolto di brani della tradizione partigiana ed alle sue attuali riproposte arriverà sino alle più recenti canzoni di protesta.


Aula 2 (Officine culturali Ergot) | ore 21.30 > 23:00
“CINEMA RESISTENTE”
di Luca Bandirali (docente UniSalento)

La prospettiva storica ci consente di collocare il dispositivo cinematografico nell’ambito di una saldatura fra sistema industriale e istituzioni in virtù della quale negli anni della dittatura fascista si fondano Cinecittà, il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Mostra del Cinema di Venezia; negli anni della guerra, la produzione si orienta sulla propaganda bellica fino al 1943, per poi scindersi in due poli: le strutture produttive vengono in parte trasferite a Venezia dopo l’8 settembre, dando vita alla breve esperienza del cinema repubblichino; a Roma si riprende il lavoro soltanto dopo la liberazione. Il cinema italiano dell’immediato dopoguerra è caratterizzato dall’intensa fioritura del Neorealismo: i film di Rossellini, Zavattini-De Sica, Visconti e De Santis rivoluzionano il linguaggio audiovisivo creando un nuovo tipo sguardo sul mondo.
Il capolavoro del Neorealismo è “Roma città aperta” di Rossellini, che ci porta dentro il gruppo di opere che hanno raccontato nel tempo le storie della Resistenza: vi si possono aggiungere “Paisà” dello stesso Rossellini, “Un giorno nella vita” di Blasetti, “Il sole sorge ancora” di Vergano e altri, fino a “La notte di San Lorenzo” dei Taviani. Diverso è il caso del cinema sulla Resistenza basato sulla mediazione letteraria: tutti i maggiori romanzi sulla Resistenza, da “L’Agnese va a morire” a “Il partigiano Johnny”, hanno avuto un adattamento cinematografico, e su questo gruppo di opere va fatto un discorso differente perché non si possono pensare senza convocare il testo letterario. Ancora differente il panorama documentario, che compone un tesoro per lo più sommerso di testimonianze dirette e indirette.
Un’antologia di sequenze del cinema della Resistenza italiana chiuderà la dissertazione

Vi aspettiamo!