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La triste parabola dell’amministrazione Salvemini: dall’agenda del cambiamento al contratto per la sopravvivenza

Il Patto per la Città siglato da Salvemini con i tre responsabili, che non mancano mai quando si tratta di salvaguardare postazioni di potere nazionale o locale, è soltanto un banalissimo contratto per la sopravvivenza. Basta affiancare il documento odierno con quello contenente le linee programmatiche del 28 novembre scorso e questa conclusione salta subito all’occhio, in maniera imbarazzante.

Solidarietà al Comitato dei lavoratori ex BAT. Ferma e totale disapprovazione per il comportamento delle istituzioni di governo

Consideriamo sospetto, oltre alla tempistica, l’accostamento tra la vertenza BAT e la questione legata alla realizzazione del gasdotto TAP. Dopo anni di silenzio e inattività sulla sorte dei lavoratori della ex manifattura tabacchi, all’improvviso si cerca di tirare fuori un coniglio dal cilindro. Una magia che però non riesce neanche più ad illudere nessuno.

Non è possibile, dopo sette anni di tavoli inconcludenti, accogliere con entusiasmo l’ennesima convocazione senza uno straccio di contratto di lavoro sul tavolo. Ancora promesse, ipotesi aleatorie, dichiarazioni di intenti che non hanno mai riempito la pancia di nessuno di questi lavoratori e delle loro famiglie.

PALAZZO CARAFA. RIMPASTO, RIPOSIZIONAMENTI E DEGRADO DELLA RAPPRESENTANZA.

 
Che il centrodestra abbia dato avvio alla campagna elettorale delle amministrative leccesi lo dimostra il benservito all’assessore “tecnico”, dato per fare spazio alle correnti politiche che scalpitano, cominciando a intravedere il traguardo delle elezioni 2017.
 
Il rimpasto tuttavia restituisce un solo posto al sole della giunta e non basta ad accontentare tutti, in un contesto che deve pur sempre assorbire la frattura tra Berlusconi e Fitto.
 
I malumori e il bisogno di trovare comunque nuova visibilità hanno dunque portato altri tre consiglieri comunali, in queste ultime ore, ad abbandonare il gruppo di appartenenza e cercare nuova collocazione.
 
Risultato? Il “gruppo misto”, con i suoi sette iscritti, è oggi il primo gruppo consiliare a Palazzo Carafa.
Uno scenario da elezioni anticipate insomma. In cui a prevalere è il degrado della rappresentanza scaturita dalle amministrative del 2012.
Altro che rimpasto!