Progetto déBAT. Ricostruire comunità sulle macerie della globalizzazione

Che cos’è il Progetto déBAT? Questo progetto non si propone come soluzione già confezionata ad un problema annoso e drammatico come quello della BAT. È invece l’applicazione di un metodo innovativo di risposta alle crisi occupazionali. Si tratta di un percorso che parte da due presupposti, affrontare in modo attivo l’emorragia di posti di lavoro che stiamo vivendo, quanto di più lontano quindi dalla logica passiva dei tavoli istituzionali e degli ammortizzatori sociali, e sottrarre i lavoratori ad ogni eventuale “obbligo di riconoscenza” verso qualsivoglia esponente politico.

Lecce Bene Comune non considera i casi come questi delle crisi aziendali, perché BAT non era e non è affatto in crisi. Si tratta invece di crisi occupazionali, figlie delle logiche di una folle globalizzazione, che hanno trovato terreno fertile in una classe politica, nazionale e locale, che ha offerto sponde e dato piena operatività a quelle logiche. Si tratta di dinamiche che hanno permesso ad una multinazionale di spostare la produzione, in qualsiasi parte del mondo ed in qualsiasi momento, e sbattere in mezzo ad una strada circa 500 persone con una banalissima lettera, come avvenuto nel settembre 2010 nel caso della ex Manifattura Tabacchi. Lo stesso nome del progetto vuole richiamarsi a due aspetti significativi di questo percorso. Il primo aspetto richiama la volontà di liberare questi lavoratori dall’inferno che gli si è riversato addosso con quella famosa lettera. Il secondo aspetto si richiama all’aspetto partecipativo del modello prodotto, utilizzando il termine francese débat, dibattito.

In cosa consiste l’aspetto partecipativo? Noi di Lecce Bene Comune siamo convinti che per poter rinascere dalle macerie della globalizzazione, come nel caso della BAT e di tante altre situazioni simili che il nostro territorio ha già conosciuto, sia necessario rinsaldare i legami di comunità e costruire dinamiche di aiuto reciproco. La nostra associazione si è già messa a piena disposizione del Comitato dei lavoratori BAT e ha avviato uno studio della situazione e delle possibilità disponibili. Insieme ai lavoratori abbiamo individuato due tipi di percorso: il primo passa attraverso l’utilizzo di uno strumento legislativo come la legge Marcora, che prevede una serie di agevolazioni per le cooperative nate da situazioni di crisi aziendale, un modello noto in Italia e anche all’estero con il nome tecnico di workers buyout, ma più conosciuto come impresa recuperata; il secondo invece prevede la costituzione ex novo di una cooperativa di lavoratori, al di fuori però dal percorso Marcora. I due percorsi presentano vantaggi e difficoltà differenti, ma sarebbero entrambi percorribili. Abbiamo già aperto i necessari canali di collaborazione con il mondo della cooperazione ed il prossimo passaggio sarà la profilazione dei lavoratori interessati al percorso. Quello della profilazione, l’individuazione cioè dei dati anagrafici, delle competenze e delle differenti situazioni individuali, rappresenta comunque un passaggio obbligato per entrambi i tipi di percorso. Sulla base di questi dati sarà possibile poi passare alle fasi successive, compresa tra queste la scelta dell’eventuale attività produttiva, per la quale esiste già un ventaglio di ipotesi da vagliare approfonditamente.

Ciò che deve essere assolutamente chiaro è che i protagonisti di questi percorsi sono, e resteranno sempre, esclusivamente i lavoratori che sceglieranno di affrontare questa sfida. Noi di Lecce Bene Comune, al contrario di quanto hanno fatto tutti gli esponenti politici con cui finora queste lavoratrici e questi lavoratori hanno avuto a che fare, non abbiamo nessuna intenzione di indossare i panni dei supereroi. Noi abbiamo iniziato a fare quello che chiediamo anche all’intera comunità territoriale di fare. Il progetto déBAT, infatti, chiede a tutte le risorse di cui questo territorio può disporre di porsi al fianco dei lavoratori, consigliarli e accompagnarli in questo difficile cammino. Tutti i soggetti si devono sentire chiamati in causa e responsabilizzati. Dagli attori istituzionali, alle organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, ma soprattutto l’Università, con il suo patrimonio di saperi, e quello straordinario serbatoio di competenza e passione rappresentato dal mondo dell’associazionismo e dei movimenti sociali. Un mondo eccezionale che, fino ad oggi invece, la politica ha fatto di tutto per marginalizzare e soffocare sotto la cappa di logiche clientelari. Oggi è giunto per noi il momento di mettere finalmente e pienamente in comune tutte le risorse di questa comunità, sapendo bene però che in ogni fase del percorso ogni singola scelta spetterà solo ed esclusivamente ai lavoratori, senza interferenze, senza pressioni e senza condizionamenti da parte di nessuno. Finalmente, in totale libertà.

                                                                                                  Maurizio Pascali

                                                                           candidato consigliere comunale per Lecce Bene Comune