“Lecce che verrà”| Intervento di Luca RUBERTI

“Lecce che verrà”| Intervento di Luca RUBERTI
Gli Architetti incontrano i Candidati a Sindaco di Lecce
Lecce, 1 giugno 2017

1 – Il tema di questa giornata è “Lecce che verrà”. Come sarà Lecce, per ognuno di voi?

Una Lecce che dovrà dialogare con i comuni limitrofi per costruire il “sistema urbano leccese”.
Per quanto inconsapevolmente, la città mette in campo dinamiche da piccola area metropolitana: a quest’area è tempo di dare l’armatura che merita e che permetta a tutti di vivere meglio.
Di importanza strategica il rapporto da instaurare con i sindaci dei comuni vicini per organizzare in forma di consorzio molti servizi, primo tra questi la mobilità.
Il sistema urbano leccese dovrà impegnarsi nella costruzione di infrastrutturare e reti in molti ambiti: cultura, ambiente, servizi, mobilità… partendo dai valori del luogo e mettendoli a sistema.

2 – Entriamo nel vivo delle questioni. Del PUG, cosa mantenete e cosa bocciate? E quanto dovrà aspettare Lecce per avere il nuovo Piano urbanistico?

Dello strumento PUG l’amministrazione uscente non ha capito proprio la novità che rappresenta rispetto al vecchio strumento del PRG. Se opportunamente capito, avrebbe portato la città a vivere una grande fase di risveglio attraverso la partecipazione prevista e, invece, mortificata.
Va da sé che guardo a quanto fin qui fatto con grande diffidenza perché rappresenta una grande occasione mancata. Circostanza ancor più grave se si pensa a quanto tempo è passato dall’ultimo strumento di piano e a quanto i tempi sono cambiati e sembrano ancora cambiare, con velocità esponenziale.
Se poi a vincere saranno ancora le destre, potremo aspettare inutilmente di avere un buon piano urbanistico.

3 – Ancora in dettaglio. Da quale città muove la pianificazione prossima ventura? Da quella attuale, da quella che non ha realizzato compiutamente lo strumento urbanistico vigente, da quella che si è trasformata in deroga allo strumento urbanistico vigente? Da una città che, perché si esaurisca l’azione del PRG, dovrà contemplare nuove massicce fasi di edificazione?

Da alcuni principi fondamentali: stop al consumo di suolo e alla rendita! Rammendo della città esistente. Rapporto campagna/città. E costruzione del “sistema urbano leccese”.

4 – Nelle Norme Tecniche di Attuazione, al capo II Ambito tematico Mura di Lecce, art. 4.3 Obiettivi, strategie e tattiche, c 3/c Interventi di frazionamento e cambio d’uso, si legge che nel centro storico sarà possibile il frazionamento e il cambio di destinazione d’uso delle singole unità immobiliari. Anche se nell’articolo si precisa che ciò avverrà dietro presentazione di un progetto, appare abbastanza ovvio che una liberalizzazione selvaggia dei cambi di destinazione d’uso porterà – soprattutto in assenza di un piano del commercio – a conseguenze estremamente negative in termini di stravolgimento dell’attuale centro storico per quanto riguarda tipologie edilizie, caratteri dell’edilizia (pensiamo a ciò che comporta in termini pratici un frazionamento e un cambio di destinazione d’uso e anche per le attività presenti). Cosa ne pensate e, nel caso non approviate tale norma, cosa proponete?

La visione di piano è di fondamentale importanza. Ridurre l’intervento del decisore pubblico al piano inferiore della valutazione dei singoli progetti significa rinunciare a tracciare un orizzonte omogeneo di intervento e dunque rinunciare al governo della città.
Concordo dunque con la valutazione negativa espressa. E segnalo che la sede più appropriata per intervenire nei centri storici resta pur sempre quella dei Piani di recupero, che permettono di valutare il grado di integrità o di trasformazione dei luoghi e stabilire le giuste destinazioni e categorie di intervento.

4 bis – Questa comunità professionale si è candidata più volte per essere a pieno titolo parte attiva del processo di trasformazione urbanistica innescato, mettendo a disposizione della città il proprio punto di vista, il proprio sapere, la propria competenza, la propria esperienza, la propria visione critica. Cosa vi aspettate dagli Architetti e come intendete il rapporto con questo Ordine?

Abbiamo fatto della partecipazione – e dunque dell’ascolto della città – un cavallo di battaglia dell’intera campagna elettorale.
Il primo anno di una amministrazione comunale a guida LBC sarà dedicato all’ascolto della città attraverso la convocazione dei vari portatori di interesse nelle Consulte previste dallo Statuto comunale, ma mai convocate in 25 anni. Dunque anche della comunità professionale degli architetti.
Dall’ordine degli architetti però mi attendo una iniziativa e una presenza nel dibattito cittadino maggiore di quanto registrato nel passato: è importante che una città come Lecce, che nei secoli ha raggiunto espressioni architettoniche tanto importanti, non si privi dello sguardo dell’architetto sulla città stessa.

5 – In attesa di una Legge nazionale sulla qualità dell’architettura, come intendete salvaguardare e promuovere la buona architettura? Avranno un ruolo i Concorsi di architettura e quale?

I concorsi di architettura devono avere (e avrebbero dovuto avere) un ruolo importante!
Mettere gli architetti nelle condizioni di concorrere attorno al tema della città significa concorrere a realizzare la migliore idea di città possibile.
Una città che voglia crescere e, al tempo stesso, che voglia rispettare l’importante bagaglio paesaggistico e architettonico espresso nei secoli non può negarsi la possibilità di intervenire consapevolmente e, dunque, di chiamare l’architetto ad esprimere se stesso quando in gioco è la qualità dello spazio pubblico.

6 – La rigenerazione e il riuso possono rappresentare una leva straordinaria nel disegno e nello sviluppo della città futura. Il rischio è che non siano considerate una strategia incardinata nel lavoro di pianificazione, piuttosto un’opzione premiale in termini di volumetrie. Qual è il vostro punto di vista?

La rigenerazione e il riuso non sono questioni di contorno. Anzi sono e saranno considerate da un’amministrazione di LBC la leva privilegiata per la trasformazione e la crescita della città.

7 – Tutti parlano di rigenerazione e trasformazione urbana. Cosa qualificherà e connoterà l’azione della amministrazione da voi guidata?

La visione politica che sarà posta a monte.
Occorre raggiungere presto la migliore consapevolezza possibile dei punti di forza e di debolezza della città per accedere adeguatamente alle occasioni di rigenerazione e di finanziamento delle stesse che si prospetteranno.  E per fissare le priorità di intervento.

8 – Esiste, a nostro avviso, il bisogno di un coordinamento tra gli Assessorati e gli Uffici impegnati nelle azioni di trasformazione e rigenerazione urbana: condividete tale esigenza? Come ritenete di evitare e impedire le sovrapposizioni? Può essere utile e opportuna una Cabina di regia o comunque una struttura di coordinamento? E’ già contemplata nel Vostro Programma di governo?

Esiste eccome il bisogno di ottimizzare la macchina amministrativa. Non solo all’interno del settore su cui si sofferma la domanda. Ogni ottimizzazione sarà comunque frutto dell’ascolto dei lavoratori a diverso titolo incardinati nella macchina amministrativa e del mondo delle libere professioni.

9 – Spazi pubblici e urbanistica contrattata. Come intendete agire perché la realizzazione di nuova edilizia privata contempli comunque l’uso e la fruizione di spazi pubblici?

Attraverso programmi di rigenerazione urbana dedicati e rigorosamente seguiti da una buona cabina di regia, nonché il ricorso appropriato ai fondi immobiliari per l’abitare.