Resoconto della visita alla Casa circondariale di Lecce

Una delegazione guidata da Serena Pellegrino, deputata di Sinistra Italiana, e costituita da Maria Pia Scarciglia, presidente di Antigone Puglia, Luca Ruberti e Renato Vernaleone, rispettivamente candidato sindaco e candidato al consiglio comunale per Lecce Bene Comune, ha effettuato, nella mattinata di Sabato 27 Maggio, una lunga visita alla Casa circondariale di Lecce.

Nel corso della visita all’interno dei bracci, la delegazione ha potuto prendere atto di una situazione complessa che vede più detenuti del previsto (933 anziché 660), il personale penitenziario sottodimensionato di circa 100 unità e i suoi dirigenti ancora privi di un contratto. Una situazione cui tiene comunque testa una direzione responsabile e virtuosa della struttura carceraria, di cui è saggiamente favorita l’apertura al territorio e alla città.

Di seguito, alcune dichiarazioni rilasciate al termine della visita.

Serena Pellegrino: “La direttrice ci ha condotto per tutti i reparti compresi quelli di alta sicurezza e i reparti femminili. Il soprannumero caratterizza tutte le carceri italiane. Le celle, che dovrebbero ospitarne uno solo, ne ospitano due e in alcune celle anche tre. La ristrutturazione è stata affidata agli ospiti del carcere, hanno fatto un lavoro eccezionale. Una direzione illuminata permette di ottenere risultati incredibili nonostante le ristrettezze e la difficoltà di non avere sufficiente personale. Presenterò al più presto una interrogazione che chieda conto al Governo Gentiloni delle difficoltà rappresentate dai lavoratori, a vario livello impegnati nella struttura carceraria”.

Maria Pia Scarciglia: “La capienza regolamentare è di 660 detenuti. Nonostante il carcere non rispetti i posti regolamentari non è sovraffollato e sono rispettati i criteri della Torreggiani”. Il riferimento è alla sentenza pilota con cui, nel gennaio 2013, la Corte europea dei diritti dell’Uomo condannò l’Italia per violazione degli standard minimi di vivibilità delle carceri. “Tra le criticità maggiori possiamo annoverare le attività lavorative, ancora insufficienti e dequalificanti, dei detenuti. Tutti i detenuti lavoranti, inoltre, risultano a carico dell’Amministrazione Penitenziaria. Al contrario di ciò che accade in altre comunità, il Comune di Lecce, non ha mai stipulato protocolli con il carcere per assumere i detenuti in art 21 o in misura alternativa”. L’art 21 della Legge n° 354 del 1975 disciplina la possibilità di assegnazione dei detenuti ad attività lavorative da svolgersi all’esterno della struttura penitenziaria. “Il lavoro è una delle grandi sfide delle istituzioni carcerarie, nel rispetto dei principi costituzionali e delle normative interazionali”.

Luca Ruberti: “In qualità di candidato sindaco, il mio impegno va nella direzione di una amministrazione comunale finalmente attenta alle esigenze del mondo del carcere, mediante la redazione e sottoscrizione di una apposita Convenzione. Le esigenze di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti saranno messe al centro del nuovo rapporto tra la Città ed il carcere di Borgo San Nicola. I detenuti, i loro familiari e il personale in servizio meritano più attenzione e rispetto. La città e il suo primo cittadino devono offrire il massimo sostegno e le migliori condizioni perché si sentano parte integrante della nostra comunità”.