Lecce Bene Comune: ecosistema sociale, oltre le elezioni

C’è una cosa che vorremmo fosse chiara a tutti. Lecce Bene Comune non è semplicemente una lista elettorale. È un progetto sociale. È bene essere chiari su questo, perché l’11 Giugno gli elettori troveranno sulla scheda una selva di nomi e di liste civiche che, nella maggior parte dei casi, durano il tempo di una campagna elettorale. Nascono e muoiono in occasione del voto.

Lecce Bene Comune non nasce e non muore l’11 Giugno 2017. Lecce Bene Comune è una associazione nata cinque anni fa che, da circa un anno, ha scelto di prendere casa nella zona 167/B di Lecce, nonostante il parere contrario di quella parte di soci fondatori che, anche per questo motivo, scelse di abbandonare l’associazione.

In quella sede, la “Macelleria sociale” di Via Siracusa n° 110, abbiamo già in cantiere diversi progetti sociali da realizzare, proprio in una di quelle zone di cui, gli altri, si ricordano solo nel periodo elettorale e che sono marginali dal punto di vista geografico, ma soprattutto sociale, rispetto ai salotti buoni del centro. Abbiamo già attivato un hotspot per la connessione alla rete internet, che abbiamo messo gratuitamente a disposizione del quartiere. Abbiamo cominciato ad organizzarci per un doposcuola gratuito che partirà a settembre, con l’apertura del nuovo anno scolastico. Ci sarà uno sportello di consulenza per i consumatori, curato dall’Adoc, ed una biblioteca di quartiere. Abbiamo in programma di attivare altri tipi di consulenza gratuita, da quella fiscale, a quella psicologica e filosofica. Così come abbiamo già offerto, e continueremo ad offrire, ospitalità a tutte quelle associazioni o comitati cui fino ad ora le istituzioni hanno sempre negato una casa. Intendiamo, infine, offrire al quartiere, e non solo, anche uno spazio di coworking a disposizione di giovani, professionisti e non, che non si possono permettere sedi di lavoro proprie.

Per tutti questi progetti, però, servono anche risorse economiche, che l’associazione reperisce in totale autofinanziamento. Per questo, tutte e tutti coloro che hanno accettato di candidarsi nella lista di Lecce Bene Comune, sottoscrivendo il nostro Statuto, hanno accettato anche di devolvere all’associazione, in caso di elezione, la metà del proprio stipendio di sindaco o consigliere, così come previsto dalla nostra carta fondamentale fin dalla nascita dell’associazione.

È bene, quindi, che le elettrici e gli elettori di Lecce siano ben consapevoli anche di questo. La maggior parte degli altri voti, di lista o di preferenza, serviranno al massimo ad avviare o a consolidare qualche carriera politica personale, molte delle quali ormai decotte. Il voto a Lecce Bene Comune, al candidato sindaco Luca Ruberti o a qualunque dei nomi in lista, servirà a dare il proprio contributo agli importanti progetti sociali che, comunque, verranno avviati.