Maurizio Pascali (LBC) sulla vertenza della ex BAT

Noi di Lecce Bene Comune pensiamo sia giunto il momento di cambiare l’approccio alle vertenze occupazionali. È nostra opinione che anche queste, come le vertenze ambientali, rappresentino in realtà delle grandi vertenze territoriali e che spetti all’intera comunità locale farsene carico, senza continuare ad alimentare la catena infinita delle deleghe ai diversi livelli istituzionali.

La vicenda della ex BAT è per noi il simbolo della rivoluzione culturale che vorremmo portare nell’amministrazione locale. A tutt’oggi, nell’affrontare vertenze come questa, ci si continua a concentrare solo sulle diverse forme di ammortizzatori sociali disponibili, comprese quelle politiche attive che nei fatti, ad oggi, si confermano decisamente poco attive. Così, quella che teoricamente avrebbe dovuto essere una soluzione estrema, dopo aver esplorato ogni altra possibilità concreta mirante al reimpiego delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, è diventata l’unica strada battuta.

Nel caso della ex Manifattura Tabacchi è andata in scena per anni una fantomatica riconversione. Anni sprecati, in cui hanno lavorato in pochi e per pochissimo e che invece hanno visto protagonisti, ancora una volta, quegli ammortizzatori sociali che oggi sono già finiti per molti e finiranno a breve per quei pochi a cui resta ancora un filo di ossigeno.

Noi di Lecce Bene Comune pensiamo, invece, che questa modalità vada ribaltata, ponendo il reimpiego come obiettivo principale, e che per farlo sia necessario che l’intera comunità territoriale si faccia carico di occuparsene. Nel caso della BAT noi, come semplice associazione, abbiamo messo le competenze presenti al nostro interno al servizio di un percorso che nasce con l’obiettivo dichiarato di restituire speranza e dignità a quelle lavoratrici e quei lavoratori. Abbiamo individuato uno strumento legislativo utilizzabile, quello del workers buyout, che prevede agevolazioni e finanziamenti per la costituzione di cooperative di lavoratori coinvolti in vicende come quella della ex BAT, che vogliano subentrare nella stessa attività produttiva interrotta o avviarne una nuova. Stiamo valutando una possibile attività produttiva da avviare e abbiamo incontrato il Comitato dei lavoratori BAT di Lecce per proporglielo. Si tratta di un percorso che, evidentemente, sta solo muovendo i suoi primi passi ma che vuole inaugurare una nuova stagione, partecipata e realmente attiva, nell’approccio anche a questo tipo di vertenze.

A questo percorso e al modello di approccio alle vertenze territoriali, anche occupazionali, sarà dedicata un’iniziativa pubblica programmata per il 3 Giugno, di cui comunicheremo i dettagli organizzativi nei prossimi giorni sul nostro sito (www.leccebenecomune.it) e sui nostri canali social.

Quella della BAT non è una crisi aziendale, perché l’azienda godeva e gode ancora di perfetta salute. Quella della BAT è una catastrofe occupazionale scaturita dalle dinamiche della globalizzazione. Si tratta di una delle tante storie di aziende che hanno preferito traslocare altrove, con colpevoli lasciapassare politici, alla ricerca di costi inferiori. Storie che lasciano enormi cumuli di macerie, con buona pace della responsabilità sociale d’impresa sancita dall’art. 41 della nostra Costituzione.

Noi siamo convinti che la dimensione territoriale sia quella adeguata a ricostruire sulle macerie della globalizzazione e su questa idea abbiamo fondato il nostro impegno politico ed il programma con cui ci candidiamo a governare Lecce, con Luca Ruberti sindaco.

                                                                                                          Maurizio Pascali, candidato consigliere comunale a Lecce