Matteo Domenica detta Mina

Matteo Domenica detta Mina

 

 

Sono candidata per Lecce Bene Comune e sono convinta.

Mi chiamo Domenica Matteo, ma in realtà fin dall’infanzia mi hanno chiamata Mina e Mina sono rimasta.

Sono una prof di lettere, più precisamente di italiano e latino al Liceo scientifico Banzi-Bazoli di Lecce.
Lavoro lì da dieci anni dopo aver girovagato per la Puglia come tutti i precari della scuola. Non è stata un’esperienza negativa tutt’altro, mi ha permesso di conoscere e capire tante cose, troppe!

Mi sono laureata a Lecce e, forse sbagliando, ho sempre pensato di rimanere in questa città!

Siccome ero consapevole che non avrei avuto fortuna come insegnante, ho aperto, alla fine degli anni ’80, il ristorante e associazione culturale Perbacco.

E’ stato il periodo più bello, mi divertivo molto in cucina insieme ai tanti amici che frequentavano il locale e con loro facevo anche politica attiva. Sono stata iscritta a Rifondazione Comunista per molto tempo e ho partecipato alla sua diffusione a Lecce. Le prime riunioni del neonato partito si facevano proprio lì al Perbacco.

Nel frattempo, per un fortunato errore, ho cominciato a lavorare nella scuola, all’Antonacci, la scuola dei non vedenti dove si accedeva con titolo di specializzazione che io non ho mai conseguito perché non ho superato il test: “Non atta al comando”, è stata la motivazione della mia esclusione. Non ho mai capito!

La mia laurea in lettere mi ha permesso di lavorare con persone interessanti, ho collaborato con la casa editrice Piero Manni e sono stata redattrice, nell’ultimo periodo, di Salento domani. Ve lo ricordate? I più anziani lo ricordano certamente. E dopo è arrivato Uno e quindici, ho collaborato anche per quel periodico.

Poi mi sono data una regolata e ho messo su famiglia pur continuando a lavorare, in carcere a Lecce con i giovani detenuti e con gli adulti a Brindisi a cui insegnavo l’italiano e che mi ricambiavano con i racconti delle loro vite disperate.

Adesso faccio solo l’insegnante, cucino, coltivo la terra e mi occupo di sindacato. Sono attivista dei Cobas, tanto per non smentirmi.

Negli ultimi mesi mi sono imbattuta nei visionari di Lecce Bene Comune e con loro ho deciso di condividere un pezzo di strada in questa città.

 

[space height=”90″ ]

 

Articoli correlati: