INDAGINE FONDI ANTIRACKET

«Ombre inquietanti sul sistema di potere che governa da anni questa città».

Quella che, per Lecce, sembrava destinata ad essere una mattinata di ordinaria burocrazia elettorale, legata alla presentazione delle liste, è stata invece squarciata dalla notizia del blitz della Guardia di Finanza, scaturito dall’indagine della Procura di Lecce relativa ai fondi destinati all’associazione antiracket.

Non è di sicuro una sentenza di condanna, ma l’Assessore al bilancio, a lungo in ballo anche per la candidatura a sindaco, la direttrice dello sportello antiracket, funzionari e dirigenti, sia attuali che ex, del Comune o dello stesso sportello, se pur con gradi diversi di coinvolgimento evidenziati dalle diverse misure adottate nei loro confronti, non sono nomi qualsiasi.

I nomi e i ruoli coinvolti gettano inevitabilmente ombre inquietanti sul sistema di potere che governa da anni questa città.

Non si può dire certo che si tratti di un fulmine a ciel sereno, almeno per una parte di Lecce Bene Comune che, cinque anni fa, aveva presentato uno degli esposti sulla gestione degli alloggi popolari, da cui successivamente è nato anche questo filone di inchiesta.

Quella che sembra delinearsi, ma che spetterà alla magistratura accertare, è una modalità di gestione della cosa pubblica che più volte è stata oggetto delle nostre denunce politiche e che, a nostro parere, ha ridotto la città ad un bene di pochi, sacrificando i diritti di tutti coloro che, invece, avrebbero avuto maggior bisogno di trovare le istituzioni pubbliche al proprio fianco.