Lecce Bene Comune aderisce al presidio ANPI e torna a chiedere un pronunciamento chiaro da parte della massima istituzione cittadina

Lecce Bene Comune aderisce al presidio organizzato dall’ANPI, che si terrà domenica 17 dicembre presso il parco Baden Powell a Lecce. Il contrasto ai rigurgiti fascisti, quando non è opportunista, ha sempre incontrato e incontrerà sempre il totale impegno da parte della nostra associazione. Ce le ricordiamo bene le manifestazioni di insofferenza quando, nel corso dell’ultima campagna elettorale, abbiamo a più riprese sollevato il tema. Ce le ricordiamo bene le rimostranze, durante iniziative pubbliche, da parte delle sostenitrici e dei sostenitori di diversi candidati sindaco, compresi quelli dell’attuale vicesindaco. Così come ricordiamo bene l’indifferenza degli altri.

LBC: “Centrodestra impreparato, irresponsabile e ipocrita”

Consideriamo assolutamente inqualificabile la scelta dei consiglieri di centrodestra di disertare il consiglio comunale, tenutosi venerdì 20 ottobre, in cui si è discusso del parere di incompatibilità del progetto di interconnessione TAP.

Abbiamo già espresso nei giorni scorsi la nostra soddisfazione per il parere negativo illustrato dall’assessore Miglietta e approvato venerdì dal consiglio comunale. Totalmente da censurare, invece, il comportamento dell’opposizione di centrodestra, ancor più alla luce del loro comunicato stampa. Affermare che non ci fosse nessuna decisione urgente da prendere vuol dire non avere la minima preparazione in materia di procedimento amministrativo. In sede di conferenza dei servizi, prevista per lunedì 23, il Comune di Lecce non si sarebbe neanche potuto presentare senza un parere e una delega espressa al proprio rappresentante, deliberati obbligatoriamente dal consiglio comunale. E questo, all’atto pratico, avrebbe prodotto gli effetti di un assenso all’opera.

Non possiamo certo definirla una decisione sorprendente, visto che non fa che confermare l’atteggiamento tenuto dalla loro amministrazione, nelle precedenti occasioni in cui avrebbe già potuto presentare le proprie eventuali obiezioni, e che invece ha sistematicamente scelto di ignorare. Un atteggiamento che non possiamo che considerare ipocrita, visto che nei fatti ha rappresentato un implicito via libera al progetto, senza neanche il coraggio di assumersi apertamente questa responsabilità. Senza contare, infine, che in questo loro irresponsabile aventino si sono guardati bene dal rinunciare ai gettoni delle commissioni.

Un centrodestra impreparato, irresponsabile e ipocrita. È questa la reale eredità che gli ultimi vent’anni di potere cittadino ci hanno lasciato.

Note a Margine. Racconti, analisi e proposte dalla periferia leccese

Sabato 21 ottobre 2017, ore 10:30, presso la Biblioteca di quartiere, in via Siracusa n 110 (167b), a Lecce, si terrà l’incontro: Le strategie per promuovere la cultura del bene comune. Insieme a Simona Cleopazzo (Lecce Bene Comune) dialogheranno Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune), Roberta Forte (Galatina Bene Comune), Andrea Tenore (Mesagne Bene Comune) e Sebastiano Zenobini (Galatone Bene Comune).

C’è un grande vuoto in questa città, a sinistra. Ci sono alcuni spazi sociali ma non c’è un solo spazio politico, vero, vivo, aperto. Non c’è un luogo in cui sia possibile recarsi quando si ha voglia di parlare di politica e di politiche, lontano dai periodi elettorali. Un luogo in cui confrontarsi e discutere liberamente, sempre aperti sia all’assenso che al dissenso. Questo è lo spazio che Lecce Bene Comune sta costruendo, in una sede che non a caso si chiama Macelleria Sociale, una ex macelleria ristrutturata, per richiamare quello che accade nella società contemporanea, in cui le persone sono ormai spogliate di ogni diritto, ridotte a carne da macello. Ci muoviamo qui, in periferia, nella zona 167/B di Lecce, con pratiche quotidiane di resistenza sociale e di lotta alle diseguaglianze, in costante crescita sotto l’effetto di politiche sempre più spietate.

Il nostro è uno spazio politico dedicato alle assemblee aperte ogni primo martedì del mese, ad una scuola per l’auto-formazione, ad una serie di mobilitazioni su temi quali l’attuazione della Costituzione e l’acqua bene comune.

A partire da sabato 21 ottobre fino al 16 dicembre, questo spazio sarà animato anche da Note a Margine – racconti, analisi e proposte dalla periferia leccese. Sarà un calendario denso di incontri di approfondimento su una serie di tematiche, marginali per l’inconsistente chiacchiericcio politico abituale ma assolutamente centrali nella vita quotidiana delle persone.

Questo è lo spazio che consegniamo al quartiere, con una piccola biblioteca sociale, dove accanto ai classici si possono trovare libri per bambine-i e ragazze-i, un servizio di doposcuola attivo tre giorni a settimana, un’iniziativa di distribuzione gratuita di materiale scolastico (dalle penne agli zaini).

Il nostro programma politico è quello di restituire “potere al popolo”, come recita il titolo dell’incontro dedicato all’approfondimento dell’esperienza del collettivo Je so’ pazzo, che ha occupato l’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli. E lo vogliamo realizzare a partire dalla periferia leccese, lanciando un grido di speranza e di lotta per la costruzione di una nuova democrazia.

Si scrive alternanza, si legge manodopera gratuita

A 17 anni doveva essere tra i banchi di scuola, a formarsi una coscienza critica, a prepararsi per affrontare la vita da persona preparata e consapevole. Invece è rimasto schiacciato da un muletto su cui stava lavorando gratis, senza averne le competenze, con il permesso della Buona Scuola.

Questa è la tanto celebrata alternanza scuola-lavoro, introdotta e resa obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, con la legge 107 del 2015 del governo Renzi. Sul sito dedicato a questo strumento dal MIUR si dice che la scuola deve “diventare la più efficace politica strutturale a favore della crescita e della formazione di nuove competenze, contro la disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro”. Nella realtà queste ragazze e questi ragazzi tra i 15 e i 18 anni finiscono, nei migliori dei casi, a fare caffè e fotocopie in qualche azienda, o a servire ai tavoli di qualche festa del Partito Democratico. Nei peggiori dei casi, però, si può finire per rischiare la vita su un muletto o per farsi molestare sessualmente dal titolare di un centro estetica, come accaduto a quattro ragazze tra i 15 e i 17 anni.

Ci chiediamo a quale futuro questa classe dirigente abbia deciso di preparare le nuove generazioni. In pratica, le si prepara ad un futuro fatto di sfruttamento, lavori sottopagati e negazione dei più elementari diritti. Gli studenti, domani, scenderanno in piazza in tutta Italia per sottrarsi a questa condanna.

Lecce Bene Comune sarà al fianco delle studentesse e degli studenti che manifesteranno a Lecce, venerdì 13 ottobre 2017, con partenza alle 9.30 dal piazzale della stazione di Lecce.

Bene il parere contrario dell’amministrazione leccese sulla TAP. Qualche perplessità sulla possibilità di comprare la compatibilità

Accogliamo con soddisfazione la relazione con cui l’assessore Miglietta ufficializza il parere negativo del Comune di Lecce sull’interconnessione TAP-SNAM.

Come è noto la nostra contrarietà al progetto è totale e, da ultimo, messa nero su bianco nel documento consegnato qualche tempo fa al sindaco, alla giunta e ai consiglieri, contenente le nostre priorità. Per cui non possiamo che accogliere favorevolmente questa decisione. Una decisione che prende atto di un dato evidente: anche il progetto di interconnessione con la rete SNAM è incompatibile con la natura dei luoghi e, dal punto di vista amministrativo, con la destinazione prevista dalla vigente pianificazione del territorio, in assenza fino ad oggi di varianti alla stessa.

Qualche perplessità desta la seconda parte della relazione, ma si tratta di perplessità non direttamente, o esclusivamente, imputabili alla posizione del Comune di Lecce, trattandosi di un approccio globale. Troverà sempre la nostra contrarietà l’idea che si possa comprare la compatibilità ambientale e paesaggistica con un maggior esborso di soldi, ma si tratta di un approccio che purtroppo anche i grandi accordi internazionali sul clima hanno adottato. Opporsi a questa idea richiede una battaglia culturale complessiva, da giocarsi su scenari molto più ampi di quello locale. D’altronde, rimanendo sul piano del più stretto pragmatismo, comprendiamo che anche l’aumento dei costi, già oggi considerevolmente lievitati rispetto ai progetti originari, possa rappresentare un ostacolo sulla strada della realizzazione di un’opera criminale come la TAP. Una strada che il nostro governo nazionale, invece, continua a spianare calpestando all’inverosimile le regole, quando non riscrivendole a piacimento.

Siamo contenti di constatare che nonostante il sindaco avesse dichiarato, durante l’incontro con Lecce Bene Comune, l’impossibilità ad agire contro un progetto per il quale riteneva già preclusa ogni ogni possibilità di intervento, l’amministrazione abbia potuto trovare spazi di manovra per operare. Seguiremo sempre con attenzione l’operato del governo cittadino, pronti a richiamare la giusta attenzione sui temi che riteniamo di prioritario interesse per la città.